La Native Instruments è nota ormai da circa un decennio ed è considerata una delle softwarehouses più innovative. Purtroppo gli esperimenti sugli hardware realizzati fino ad ora fa non avevo portato gli stessi risultati brillati dei software, infatti molti utenti non sono rimasti completamente soddisfatti delle prestazioni e della stabilità delle precedenti versioni del Kore e del Guitar Rig, soprattutto le prime versioni del Kore, con il primissimo firmware presentavano vari problemi. La Native Instruments è, però, riuscita a crescere realizzando con il Kore 2 un prodotto stabile ed in grado di convincere anche il più esigente dei musicisti.
COSA FA IL KORE ?
Il KORE rappresenta un nuovo modo d’interpretare gli strumenti virtuali pensato espressamente per i musicisti che vogliono lavorare con i suoni concentrandosi sull’esecuzione e gestendo il tutto in tempo reale grazie ad un hardware espressamente pensato per pilotare il software in tempo reale e a latenza praticamente nulla. Con il Kore 2 il musicista e/o il tecnico del suono potrà concentrarsi sul suono e non sullo strumento virtuale. Bisogna pensare al Kore come ad una piramide in cui gli strumenti virtuali possono essere concepiti come la punta o la base della piramide stessa. Si può utilizzare un solo strumento virtuale o si possono combinare più strumenti virtuali utilizzandoli contemporaneamente. Inoltre la piattaforma universale del Kore è in grado di gestire praticamente tutti i propri strumenti virtuali e tutti i propri effetti. Il musicista potrà, quindi, organizzare le proprie librerie sonore combinando tra loro gli strumenti e salvando le combinazioni in patch che potrà richiamare live direttamente con l’interfaccia hardware del Kore. Grazie alla sua superficie Kore può gestire semplicemente strumenti, effetti e preseti finalizzando il tutto alla semplicità di utilizzo rendendo più efficace la resa musicale.
Il software può caricare strumenti ed effetti Audio Units e VST all’interno della propria struttura. La regolazione di tutti gli elementi di gestione di effetti e strumenti avviene in tempo reale ed in modo completamente manuale tramite il Kore controller, con il quale è possibile gestire tutto (dalla ricerca dei preset alla gestione dei singoli parametri).
L’hardware del Kore è semplicissimo da usare ed esteticamente attraente.
L’HARDWARE
L’hardware dispone di 8 regolatori ed 8 tasti, grazie ai quali è possibile, tramite le “Controll pages”, impostare tutti gli elementi dei plug-ins. Ciò che rende particolare l’hardware del Kore 2 è la risoluzione dei potenziometri, in grado di garantire un feeling analogico. La risoluzione non corrisponde al protocollo standard di 127 livelli MIDI ma è molto più accurata e ciò determina una maggiore accuratezza nella risposta ai comandi tattili. La comunicazione software/hardware avviene a bassissimo livello grazie al collegamento USB 2.0 e dopo aver testato a lungo il prodotto possiamo dire che i driver sono realizzati davvero bene e garantiscono una stabilità operativa completa.
Attivando un controller immediatamente il display mostra il relativo comando del software e il rispettivo livello!
IL SOFTWARE
Grazie al browser di ricerca basato sulle sottocategorie sarà semplicissimo muoversi all’interno dei suoni e trovare con pochi click il suono ideale.
La grande innovazione del sistema Kore è rappresentata dal fatto che il musicista può crearsi i suoni combinando gli strumenti virtuali pensandoli non più come singoli strumenti, bensì come singole parti di un suono più complesso. Basterà attivare uno strumento virtuale, assegnargli un’estensione di tastiera e segliere un preset o una determinata combinazione di paramentri. In questo modo potremmo, ad esempio, attivare un campione di bassi con il Kontakt sulla parte bassa della tastiera, un piano elettrico con l’Elektrik piano sulla zona medio, e un pad con l’Absynth per le note acute. Le possibilità diventano davvero infinite e il fatto che il Kore 2 abbia risolto i problemi di stabilità sicuramente farà venire l’acquolina in bocca ai tanti musicisti live che spesso hanno desiderato di utilizzare live gli strumenti virtuali (diciamocelo chiaramente: strumenti come il B4, l’Elektrik piano, Reaktor, Absynth, Kontakt e Massive sono meglio di qualsiasi hardware).
LE NUOVE CARATTERISTICHE DEL KORE 2
Vediamo nel dettagli cosa offre di nuovo il Kore 2 rispetto alla sua precedente versione (come già abbiamo detto: la cosa più importante è che i problemi di stabilità siano stati risolti).
La nuova sound matrix con gli engine sonori integrati
La superficie per il sound morphing
Le architetture sonore più complesse saranno realizzabili in pochi istanti anche con una conoscenza superficiale dei mezzi tecnici
Il KORE 2 della Native Instruments è consigliatissimo a tutti i musicisti che hanno bisogno di „portarsi in giro“ i propri suoni (per il live, abbinato ad un portatile è l’ideale)
(da Xelenio.com)
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