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PrimaLuna ProLogue One
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€ 1.070,00

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Descrizione

Amplificatore integrato PrimaLuna® ProLogue One con scheda AutoBias

Un prodotto di grande qualità ad un prezzo davvero imbattibile....

Com’è ben noto, il fascinoso panorama dei prodotti a valvole è formato in massima parte da apparecchi di buone dimensioni, di peso notevole e di prezzo solitamente elevato, se non proprio proibitivo. Ed i costruttori più affermati, specialmente quelli d’oltreoceano, non vanno certo per il sottile. Amplificatori da 150, 200 o 250 watt, talvolta anche mono, abbinati ad amplificatori non meno impegnativi, fanno spesso capolino da depliant di carta patinata che promettono al lettore grandi caratteristiche e grande suono. Prodotti certamente grandi, visto che il loro peso supera spesso il mezzo quintale e che una persona non è in grado di spostarli. Non parliamo poi degli imballi, che una volta sovrapposti occupano mezzo ripostiglio. Per fortuna, di tanto in tanto assistiamo all’arrivo di prodotti più terreni, meno onerosi e capaci di riservarci qualche bella sorpresa.
Questo è il caso del Prologue One, un integrato stereo compatto, il primo di una gamma di prodotti che Herman van den Dungen e la sua compagnia Durob Audio intendono lanciare in Olanda col marchio PrimaLuna (perché un nome così intrigante?). Giunto in Italia grazie alla mediazione Audionatali, il Prologue One si presenta con un aspetto molto gradevole. Il telaio metallico è verniciato in nero antracite ed il pannello frontale, in alluminio anodizzato d’elevato spessore (1 cm), comprende ai lati il controllo di volume (niente telecomando) ed il selettore d’ingresso, mentre al centro è presente il led d’accensione. Sul lato posteriore trovano posto gli otto connettori RCA, tutti placcati in oro e di buona qualità, relativi ai quattro ingressi di cui è fornito l’apparecchio: CD, tuner, aux 1 e aux 2. Di buona qualità e placcati in oro anche i morsetti d’uscita multifunzione (capaci cioè di accettare connettori a banana, a forcella od il semplice filo nudo), per il collegamento di sistemi di diffusori con impedenza di 4 od 8 ohm. Da notare poi l’involucro metallico entro il quale si trovano i trasformatori e la gabbia anteriore a protezione delle valvole. Le dimensioni valgono cm 29 L x 20 H x 38 P ed il peso è di “soli” 15 Kg, a riprova della compattezza di questo componente.

Tolto dal robusto cartone d’imballo, si nota che il Prologue One è accompagnato dal cordone d’alimentazione e da un insolito dettaglio, un paio di guanti di cotone bianco. Non ho aperto l’apparecchio, ma stando a quanto indicato nel website del costruttore, il cablaggio interno è completamente hard-wiring, vale a dire eseguito in aria mediante conduttori di elevata qualità. Niente circuito stampato quindi, davvero una rarità di questi tempi. Otto le valvole impiegate: due 12AU7 e due 12AX7 per gli stadi a basso livello e quattro EL34 amplificatrici di potenza. Anche le fasi di preparazione e di messa a punto sono davvero semplici. Per prima cosa si dovranno togliere le quattro viti che bloccano la gabbia delle valvole, utilizzando possibilmente un cacciavite magnetizzato perché le viti sono piccole e due di esse sembrano più difficili da estrarre. Poi basterà togliere il materiale plastico che ricopre le valvole, connettere le sorgenti di segnale e i diffusori, prestando attenzione alla loro impedenza (4 od 8 ohm). A questo punto non rimane che agire sull’interruttore d’accensione, posto sul lato sinistro del telaio, per essere praticamente invisibile, ma facilmente raggiungibile. Sulla carta il Prologue One sviluppa 2 x 35 watt su 8 ohm. Le nostre prove indicano però che questa è una stima piuttosto prudenziale, dato che è possibile raggiungere con facilità 2 x 40 watt, una potenza sufficiente per la maggior parte dei diffusori.

La griglia in metallo è inclusa.


Una polarizzazione per ogni circuito

Tutti i dispositivi amplificatori, siano essi a stato solido, transistor bipolari, FET o valvole, richiedono una certa quantità di polarizzazione che, in pratica, non è altro che una tensione, necessaria ad “aprire” il dispositivo stesso affinché possa essere attraversato da una corrente di valore costante.

Secondo il valore della tensione applicata, la corrente che attraversa il dispositivo (corrente di riposo) può assumere diversi valori. Da qui la suddivisione degli stadi amplificatori in classi: si inizia dalla classe A, passando poi a quella AB per arrivare a quella B (in ordine decresce di corrente di riposo, ma crescente in quanto a distorsione e non-linearità).

Per garantire livelli minimi di distorsione, in genere tutti i circuiti audio utilizzano la polarizzazione in classe A, con l’eccezione degli stadi finali per i quali, per ragioni di efficienza, viene spesso scelta la classe AB. Qui i compromessi tra linearità e dissipazione di calore devono essere ben considerati dai progettisti, mentre la distorsione è tenuta al minimo dalla bontà del progetto e dal perfetto abbinamento tra i vari circuiti elettronici.

Nella maggior parte dei casi, la polarizzazione si ottiene attraverso circuitazioni passive connesse ad un componente attivo, posto sul percorso del segnale, ed in genere opera in corrente continua, senza influenzare i delicati segnali musicali.

Negli stadi finali a valvole, la polarizzazione fissa è quella usata più di frequente, sia per la maggiore efficienza, sia per la minore intrusione sul segnale. L’altro tipo più noto è la polarizzazione automatica, o catodica, che richiede un condensatore di elevata capacità in parallelo ad una resistenza ad alto wattaggio. Questa seconda soluzione spesso influenza maggiormente la qualità audio e dissipa in calore una buona quantità di energia dello stadio finale, già poco efficiente.

La polarizzazione fissa soffre comunque di alcuni seri inconvenienti, la maggior parte dei quali si manifestano all’utente solo quando le valvole mostrano improvvisi e temibili aumenti della corrente anodica, o quando l’amplificatore è spinto oltre le sue capacità. Cose del genere sono spesso dovute al circuito di polarizzazione, che non è in grado di seguire le mutate caratteristiche delle valvole nel lungo periodo o che mantiene uno stretto controllo sulla corrente di riposo, anche quando alle valvole vengono richieste potenze elevate per tempi piuttosto lunghi, con notevole aumento del calore prodotto. In entrambi i casi, le valvole possono soffrire di serie derive termiche e passare a miglior vita.

Ma anche la polarizzazione fissa, contrariamente a quanto molti pensano, mostra comportamenti non-lineari in condizioni normali, aggiungendo distorsione ed altre non-linearità al segnale audio ed inquinando la musica.

Nel tentativo di eliminare questi problemi e di portare la qualità degli apparecchi audio a valvole verso nuovi traguardi, abbiamo deciso di sviluppare un nuovo tipo di polarizzazione.

Adaptive AutoBias

L’esigenza più importante da rispettare era non compromettere, in alcun modo, la qualità del segnale audio e nello stesso tempo migliorare sostanzialmente la stabilità e l’affidabilità dell’amplificatore. Il tutto senza ulteriori interventi di manutenzione: una volta regolato, l’amplificatore non deve più subire aggiustamenti della polarizzazione, nemmeno dopo la sostituzione delle valvole.

Le condizioni in cui lavorano i circuiti di polarizzazione degli stadi finali a valvole sono difficili: la temperatura raggiunge valori notevoli e le tensioni in gioco sono elevate ed ampiamente variabili. Una situazione quasi proibitiva per i comuni componenti elettronici. L’Adaptive Autobias deve quindi essere assolutamente stabile anche in condizioni molto difficili. Cosa tutt’altro che di poco conto.

L’impiego della polarizzazione fissa non riesce a compensare i problemi legati all’alta temperatura, come la deriva termica delle valvole sopra menzionata. I potenziometri spesso utilizzati per la regolazione (tutti i potenziometri!) sono altamente instabili quando freddi ed i problemi ovviamente peggiorano ad una temperatura di 65 °C. Il rumore che essi generano (diligentemente amplificato dalle valvole) va poi ad aggiungersi al prezioso segnale musicale.


Lo stesso vale per i condensatori elettrolitici, altri dispositivi assai instabili e sempre presenti nei sistemi a polarizzazione fissa, che spesso falliscono miseramente nel loro tentativo di eliminare segnali indesiderati.

Concludendo, il nuovo Adaptive AutoBias doveva essere lineare e privo qualsiasi carico reattivo verso le valvole, oltre a presentare la massima stabilità in tutte le condizioni di temperatura e di tensione.

Questi risultati sono stati raggiunti impiegando in tutta la circuitazione componenti di alta qualità con coefficienti di temperatura ben definiti, per ottenere un sistema di polarizzazione capace di controllare ogni variazione di temperatura. Senza bisogno di ricorrere a qualsiasi forma di controreazione, attiva o passiva, i componenti attivi del sistema lavorano in armonia ed in totale trasparenza per garantire una stabilità incondizionata, sia in DC sia in AC, con qualsiasi valore di tensione o di temperatura.

Un secondo inconveniente della polarizzazione fissa è la mancata compensazione della tendenza mostrata dalle valvole di utilizzare il segnale audio come un’ulteriore tensione di polarizzazione, specie agli alti livelli ed alle basse frequenze. La polarizzazione fissa, come dice il nome, continua a fornire alle valvole una tensione costante, alla quale viene a sommarsi la tensione del segnale audio. Ciò porta le valvole a momentanee e leggere deviazioni dal punto di lavoro, con istanti di distorsione e compressione che conferiscono al suono una certa durezza.

L’Adaptive AutoBias evita questo problema “leggendo” il segnale audio ed apportando, in modo inaudibile, leggere regolazioni alla polarizzazione che migliorano il comportamento delle valvole ed abbassano la distorsione in modo drammatico (di oltre la metà).

Il risultato che sentirai sarà il suono delle valvole al meglio: chiaro, caldo, dettagliato, dinamico ed armonico.

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Scheda Tecnica


Valvole: (2) 12AX7, (2) 12AU7, (4)EL34

Ingressi: Quattro Linea

Uscite: Quattro & Otto Ohms

Potenza: 35W/CH RMS

Risposta in Frequenza: 20Hz-30kHz +/- 0,5dB

THD: 1%

Rapporto Segnale/rumore: 89dB

Sensibilità Ingresso: 300mV

Consumo: 300 Watts

Impedenza Ingresso: 100Kohms

Impedenza Uscita: quattro & otto Ohms

Peso: 15kg

Dimensioni: cm 29 L x 20 H x 38 P

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